Eredità rivoluzionaria

performance relazionale, 2018

Durante Eredità rivoluzionaria alcuni narratori avvicinando o accogliendo un visitatore per volta, raccontano lo svolgimento del Fidelio, opera lirica di Beethoven. La stessa non è orchestrata ne cantata, subendo un processo di sottrazione, il solo utilizzo della narrazione infatti ne restituisce l’ambientazione, descrivendone in parte dinamiche e svolgimento testuale e musicale.

Ogni visitatore riceve un frammento del racconto, la sola totalità degli spettatori potrà ricostruire il senso e il focus del dialogo e la matrice di provenienza.

Ad evocare l’orchestra e la dimensione musicale è la sola presenza di un leggìo.

Nel 1804 Beethoven e i diversi librettisti che hanno collaborato con lui, ispirandosi a Léonore di Jean-Nicolas Bouilly (1798), sconfinano le consuetudini dell’epoca, descrivendo un’eccezione e ribaltando gli stereotipi. Léonore, protagonista femminile, viene infatti arricchita di caratteristiche solitamente affidate agli uomini, quali eroismo, valore, audacia e forza. Mentre Florestan si dimostra timoroso, fragile, rassegnato e fortemente passivo, in quanto attende che sua moglie Léonore lo salvi dalla prigionia in cui Pissarro l’ha costretto.

Eredità rivoluzionaria sottolinea il ruolo della narrazione come strumento per configurare e imprimere visioni del mondo, schemi e stereotipi, capaci di ramificarsi e cristallizzarsi producendo esiti oppure conseguenze e talvolta, riparazione e catarsi.

La modalità scelta per la condivisione vuole contribuire alla creazione di un rapporto dialettico intimo, accogliente e protetto ma dirompente, che coinvolga lo spettatore in un ascolto non mediato da fattori esterni e che riporti ad una dimensione narrativa privata, confidenziale e recondita.

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Revolutionary heritage

Relational performance, 2018

During “Revolutionary heritage” some storytellers approaching or welcoming one visitor at a time, will explain the execution of Fidelio, opera written by Beethoven. The opera will not be orchestrated and sung, there will be a removing process, the only use of the narration will give the setting, describing it in part dynamic and textual and musical development.

Each visitor will receive a fragment of the story. The totality of the spectators will be able to reconstruct the meaning and the focus of the dialogue and the matrix of origin.

To remind the orchestra and the musical dimension will be the only presence of a reader.

In 1804 Beethoven and the various librettists who collaborated with him, inspired by Jean-Nicolas Bouilly’s Léonore (1798), went over the customs of the era, describing an exception and overturning stereotypes. Léonore, main female character, is in fact described with features usually given to men, such as heroism, value, courage and strength. On the contrary Florestan is fearful, frail, resigned, and passively passionate, as he expects that his wife Léonore will save him from the prison where Pissarro has forced him.
“Revolutionary heritage” emphasizes the role of narration as a tool for configuring visions of the world, patterns and stereotypes, which are able to ramify and crystallize, producing results or consequences and sometimes, remedy and catharsis.
The modality chosen of sharing helps
to contribute to the creation of an intimate and protected dialectical relationship, but disruptive, which involves the viewer in a listening not influenced by external factors, and which brings back to a private, confidential, and hidden narrative dimension.

installation view from: Hotello. Abitare un ritardo, as part of exhibition 999 domande sull’abitare, La Triennale di Milano 

photo credits: Isabella Ponte

performer: Caterina Rombolà, Silvio Biolcati

 

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